15th of dicembre 2018 07:27 PM Link
Un Natale di molti anni fa, a una bambina di nome Susanna fu regalato un pianoforte. La signora che le regalò il pianoforte si chiamava Carmela e non era una parente. Aveva solo capito che i suoi genitori non potevano affrontare questa spesa. A volte a Natale si può cambiare la vita delle persone. Il pianoforte è stato il nemico, mi faceva male alle mani, ai polsi, alle braccia e al collo. Parlava una lingua che non conoscevo. Ho dovuto impararla. Mi metteva alla prova tutti i giorni…
la memoria, i nervi, la velocità, la perfezione che stava lì a prendermi in giro… irraggiungibile. Il divario tra la passione e i mezzi che hai a disposizione. Quante volte pensare di cedere, eppure ripartire. Poi mi sono diplomata. La felicità indescrivibile di aver vinto, un po’, sulla propria mediocrità. Grazie Carmela, adesso stai seduta sull'ultimo gradino di una nuvola per ascoltare la mia musica... speriamo che non piova
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1st of dicembre 2018 05:31 PM Link
Vi racconto una storia. Dovevo cantare “Silent night” solo voce, senza accompagnamento, per uno spettacolo teatrale. Così registrai la nuda voce sovrapponendo dei cori. Per un caso davvero strano Matteo, il mio fido, fidato e affidabile chitarrista la sentì. Mi disse: “Dammi il file”. Così poco tempo dopo me lo rimandò indietro con la sua chitarra a commentare il mio canto. Cosa dire: “bravo” perché suonare su una voce libera è davvero difficilissimo. E questo è il brano che potete trovare al link sotto. Se possedere significa spesso "essere posseduti" dai desideri, dalle passioni, dalla ricchezza, dal potere, auguro a tutti voi con il cuore un Natale povero di oggetti inanimati e ricco di affetti. Un Natale di libertà
25th of novembre 2018 03:02 PM Link
Vado controtendenza. Nessuno leggerà questo post credo. Primo perché non è uno spot, secondo perché, forse, può destare la suscettibilità di qualcuno. Ma lo scrivo lo stesso. Non si possono trattare argomenti così seri a slogan e striscioni (anche se possono essere utili… gli striscioni). Tutto quello che di serio ci sarebbe da dire sulla violenza alle donne non lo sento pronunciare da nessuno. Perché non fa consenso, perché è impopolare. Perché il problema ha radici profonde che si diramano e si uniscono ad altre radici altrettanto profonde. La prima domanda da farsi, ed è certo impopolare, sarebbe: le madri che hanno cresciuto questi assassini, questi uomini tanto deboli da non riuscire a sopportare un semplice abbandono, come li hanno educati? Dove erano? Li hanno fatti sentire forse il centro del mondo? Ragazzi cresciuti nella convinzione di essere il centro del mondo, poi non concepiscono di poter essere lasciati da qualcuno. Non per dare la colpa alle madri, la mia è solo voglia di capire. Certo, tu cresci un figlio ma poi è la società che lo influenza e ti senti impotente. Vero anche questo. Allora la seconda domanda è: che tipo di società è la nostra? Una persona viene educata in due modi: dalla famiglia e dalla scuola. A volte se la persona è molto, ma molto intelligente, dalla vita. L’uomo nasce con impulsi violenti, la donna un po’ meno, ma anche lei li ha. Sono state concepite le religioni per tenere a bada questa tendenza naturale. Unico rimedio per arginare la violenza, e lo dicono i grandi uomini della storia, è la cultura. Ora se la famiglia è disintegrata e la scuola distrutta cosa rimane? Beh una cosa rimane, almeno quella: le trasmissioni di Maria De Filippi😊 Capisco che crescere un figlio in un sistema come questo sia dura. Un sistema che attraverso i mezzi di comunicazione propone donne il cui unico scopo è la chirurgia plastica e non essere amate, ma piacere, propone la falsità come arma vincente; un sistema dove la scuola viene smantellata poco alla volta e diventa solo informazione e non formazione delle persone, dove gli insegnanti sono sempre più deboli, un sistema che insegna e vitaminizza la passione all’egocentrismo. Un sistema dove persino la politica parla con violenza usando un linguaggio offensivo e non propositivo. E lo sappiamo, la parola detta ha forma di chiodo, trafigge. Pensate che proprio da questo pare sia nata l’idea del cuneiforme. Da parole violente nasce la violenza. Ecco, una parola chiave sarebbe “fiducia”, solo affidandosi e fidandosi una persona può davvero sperare in una vita migliore, ed è proprio quella che viene a mancare quando l’”io” diventa assoluto. Una persona che è rivolta solo verso sé stessa, non può essere affidabile, non è una persona in grado di ascoltare né di poter dare qualcosa. Si crea un circolo vizioso di persone che non si capiscono. Da qui nascono le incomprensioni, possono nascere le violenze, dal non sapere ascoltare e dal non saper vedere che l’altro è una persona e che non la puoi possedere. Dove si spaccia la finzione per “roba buona”, nessuno è “tranquillo”, nessuno si sente “a posto” nel “suo posto”, perché non c’è posto per il benessere di nessuno. Per dare fiducia devi metterti d’impegno, fare fatica, metterci attenzione, capire cosa l’altro si aspetta da te. Per ricevere fiducia devi meritartela. Comunque sia la fiducia presuppone un cammino culturale ed è un lavoro pesante da entrambe le parti, dove occorre capacità, sensibilità e intuizione. Come nella musica. Doti che in mezzo al frastuono non possono vivere. Allora non serve far finta di indignarsi sulla violenza alle donne quando i problemi veri nessuno ha interesse a rimuoverli. Io vivo serena perché mi fido completamente delle poche persone che ho scelto a vivermi in prossimità. E questo è il migliore augurio che posso fare a voi che avete avuto la pazienza di leggermi fin qui. Ve lo auguro con tutto il cuore. Un’ultima cosa: la violenza sulle donne è vile, perché è violenza sul più debole.- Foto Barbara Carbone
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13th of novembre 2018 01:30 AM
Questo cd, uscito due anni fa, era il tentativo, fra ingiurie a voce alta, uso improprio del vocabolario, arroganza, spot non solo pubblicitari ma anche politici e revival tribale, di fermarsi. Fermarsi e ascoltare la parola di chi alla “parola” ha dedicato la vita. Nel libretto di 20 pagine ho inserito questo mio piccolo percorso (testi di Bobin, E. Bianchi, E. De Luca, S. Natoli, Savonarola, Bonhoeffer…) intorno a parole chiave come: Camminare, Silenzio, Passività, Povertà, Attenzione, Pazienza, Invisibile… Tra i 16 brani: Corpus Christi, In paradisum di Fauré, Ave Maria di Gounod, L’ombra della luce di Battiato, Grazie alla vita, Silent night. Alle chitarre il prezioso contributo di Matteo Giudici. Con questo auguro a noi tutti un Natale dove il cammino non sia fretta e dove attenzione e pazienza possano risanare i nostri rapporti sociali. Potete trovarlo qui: http://www.susannaparigi.it/index.php/shop/
8th of maggio 2018 08:39 PM Link
Ciao a tutti. Solo per informare che giovedì 10 maggio il Conservatorio di Parma ospiterà un seminario a cura di Roberto Razzini Direttore Editoriale di Warner Chappell, Presidente della Federazione Editori Musicali e membro del Consiglio di Sorveglianza della Siae. Si terrà in Auditorium del Carmine dalle 14 alle 18 ed è aperto anche ad esterni. Credo possa essere davvero interessante per chi, come me, lavora nella musica, anche da anni, ma sulle questioni "tra canzoni e affari" glissa alla grande🤔Tutte le info:
15th of aprile 2018 08:35 PM Link
Perché per andare dentro alle cose bisogna fermarsi. I nostri nonni direbbero bisogna studiare. Le distrazioni della rete sono “giochi” di finestre che si aprono sul mondo. E noi crediamo schizzando da un luogo a un altro di saperne di più. Ma è bulimia di informazioni superficiali, a volte, false. Per “leggere-si” dentro ci vuole tempo. Nel medioevo al “vagabondaggio curioso”, dove l’uomo disperdeva la sua vita, veniva contrapposta l’immagine del pellegrinaggio, simboleggiato dal labirinto. Un percorso difficile che tende al centro. Stare “con-centrati” vuol dire questo no? La poesia richiede questo sforzo, ecco perché ha vita così dura oggi. E il labirinto è la rappresentazione della poesia. Si cammina, si cerca di capire, ci si perde, ma poi si arriva al centro della parola. Solo così, lentamente, con tempo e impegno, il tessuto delle nostre relazioni si può affinare, io credo.
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10th of aprile 2018 05:23 PM Link
Ciao amici. Avete risposto in molti ai nostri “Concerti al citofono” tanto che noi al momento non possiamo accettare altre richieste. Contiamo di riprendere da settembre. Mentirei se dicessi che non siamo stanchi, ma siamo contenti di avervi incontrato e aver condiviso insieme musica e in alcuni casi temi importanti. Abbiamo trovato diverse tipologie di pubblico. Un pubblico più timido nell’ esporsi con domande, un altro talmente pronto al confronto con cui abbiamo fatto dibattiti-dopo concerto 🙂... che dispiaceva dover ripartire. Nel complesso abbiamo trovato un’Italia nascosta “respingente” i “consigli per gli acquisti”, un’Italia che la sera esce di casa, vincendo stanchezza e pigrizia, e cerca di ricostruire rapporti. Vi ringraziamo dunque, tutti, anche per il sostegno a questa pagina che cresce sempre di più. E alla fatidica domanda che puntuale a ogni concerto arriva: “Ma perché non vi conoscevamo da prima?”... segue dibattito🤔😴
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19th of marzo 2018 07:13 PM Link
C'è un mondo sonoro e di linguaggio che non segue regole date. Per questo si chiama indipendente. Puoi sostenere la musica indi con un semplice Mi piace alla mia Fanpage. Grazie
27th of gennaio 2018 02:35 PM Link
Ringrazio tutte le persone che in breve tempo hanno fatto raggiungere 9000 "mi piace" alla mia pagina. Non sono vincolata al consenso come i politici, ma per la musica indipendente è molto importante il vostro supporto. Al momento Facebook è un canale libero, una finestra sul mondo dove potersi esprimere senza gli obblighi e i filtri dei canali ufficiali. Così ringrazio anche Facebook sperando possa rimanere a lungo così.
23rd of gennaio 2018 10:56 PM Link
Eccoci... i nostri “Concerti al citofono” sono partiti e non potevamo sperare di meglio. Stiamo incontrando un’altra Italia, giuro. E’ nascosta, non esposta, non percepita. Ma esiste eccome. Chi incontriamo? Persone attente, creative, sensibili, che ascoltano in silenzio ma poi ti fanno domande sorprendenti. Si incrociano percorsi simili e mi commuove. Mi commuove perché è una condivisione priva di sovrastrutture, perché incontro brave persone e ragazzi speciali. Siamo i “diversi”. Va bene. Non litighiamo, ci guardiamo. Non ci insultiamo, leggiamo insieme una poesia. Non parliamo quasi mai di noi, ma di come fare perché le cose vadano meglio. Se dal mio settimo piano sul Naviglio perdo note, spero arrivino a tutti voi, con la consolazione di sapere che siamo tanti, non lo sappiamo ma siamo tanti, i “diversi”, i non allineati, i “pesci sull’albero” che alle statistiche risultano “invisibili”. Le statistiche non comprendono le rotte improbabili della fantasia. Grazie-Foto Diego Landi
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21st of novembre 2017 10:43 PM Link
Ciao a tutti. Vorrei comunicarvi una decisione presa dopo chilometri e chilometri di strada fatta insieme al mio chitarrista e collaboratore Matteo Giudici. La sensazione che ci perseguita è di fare sempre troppo poco. Ci lamentiamo dell’incremento esponenziale dei figli analfabeti, egocentrici e vuoti della De Filippi, ma forse scrivere canzoni non basta. Così, alla fine, abbiamo pensato di entrare nelle case delle persone, e parlare, dialogare, discutere con loro. Dunque chi vuole può avere i nostri concerti in casa. Non è necessario possedere pianoforte o altro. Ci autogestiamo. Basta avere uno spazio per circa 20, 30 persone, ma non è un vincolo. I concerti sono tre: “Dal suono all’invisibile” (Concerto sacro), “La lingua segreta delle donne” (Il femminile), “Il saltimbanco e la luna” con Rossella Rapisarda (Il mondo di Jannacci). Il tema fondamentale di tutti è “La parola”. Quello in cui speriamo veramente è un confronto con voi dopo il concerto: sentirsi meno soli, capire cosa si può fare, da dove ripartire per cominciare a ridefinire i nostri rapporti e la nostra comunicazione. Per questo lo proponiamo a un costo che tutti possono permettersi. Per noi l'importante è fare qualcosa in cui crediamo. Per info contattatemi qui oppure inviate una mail a: susann@susannaparigi.it Vi abbraccio forte.
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11th of novembre 2017 03:04 PM Link
Ciao a tutti. Vorrei comunicarvi una decisione presa dopo chilometri e chilometri di strada fatta insieme al mio chitarrista e collaboratore Matteo Giudici. La sensazione che ci perseguita è di fare sempre troppo poco. Ci lamentiamo dell’incremento esponenziale dei figli analfabeti, egocentrici e vuoti della De Filippi, ma forse scrivere canzoni non basta. Così, alla fine, abbiamo pensato di entrare nelle case delle persone, e parlare, dialogare, discutere con loro. Dunque chi vuole può avere i nostri concerti in casa. Non è necessario possedere pianoforte o altro. Ci autogestiamo. Basta avere uno spazio per circa 20, 30 persone, ma non è un vincolo. I concerti sono tre: “Dal suono all’invisibile” (Concerto sacro), “La lingua segreta delle donne” (Il femminile), “Il saltimbanco e la luna” con Rossella Rapisarda (Il mondo di Jannacci). Il tema fondamentale di tutti è “La parola”. Quello in cui speriamo veramente è un confronto con voi dopo il concerto: sentirsi meno soli, capire cosa si può fare, da dove ripartire per cominciare a ridefinire i nostri rapporti e la nostra comunicazione. Per questo lo proponiamo a un costo che tutti possono permettersi. Per noi l'importante è fare qualcosa in cui crediamo. Per info contattatemi qui oppure inviate una mail a: susann@susannaparigi.it Vi abbraccio forte.
4th of novembre 2017 12:52 AM Link
Sono contenta che le donne inizino a parlare. Forse davvero qualcosa sta cambiando. Quello che lascia perplessi è lo stupore. La prevaricazione del potere per aver accesso alle donne è storia vecchia come l’umanità. Tanto da far paura. Io non ne ho mai parlato, né ora lo farò; le mogli e le figlie di questi uomini non hanno colpe. Non devono sapere. Tanta parte della mia vita l’ho vissuta nella rabbia. Rabbia perché dovevo scappare scherzando, dovevo almeno mantenere un rapporto, quando volevo invece picchiare. Questi uomini erano discografici, produttori, musicisti, scrittori, cantanti, manager. Ho passato la vita a correre, forse è per questo che mi sono fatta le gambe. E non ero certo una bellezza straordinaria. Ma non conta. Conta solo che sanno che hai bisogno, che, in certi casi, ne va del tuo futuro. Nel 2000 scrissi una canzone su tutto quello che avevo vissuto. Si chiamava “Cattiva preghiera”, non è mai uscita perché ritenevano fosse troppo “forte”, troppo violenta. Forse era solo vera. Non dico altro, non denuncio nessuno, non faccio nomi, alcuni anche molto conosciuti. La faccio sentire solo a voi, per condividere, perché sia chiaro che la frase “Io non sono mai scesa a compromessi”, è un lusso. E’ un lusso non sorridere a questi uomini, è un lusso non sporcarsi le mani.
29th of ottobre 2017 03:13 PM Link
In questa domenica di fine ottobre mi sento di ringraziarvi tutti quanti perché in poco tempo mi avete dato la vostra fiducia con 8000 "mi piace" e, sono sicura, molti di voi non mi conoscevano. Grazie perché state scegliendo i miei cd in vendita sul mio sito per i vostri regali, e in questo caso, mi state aiutando anche con il passaparola. Grazie anche a tutti quelli che mi inviano libri, link, consigli su cosa ascoltare, vedere o leggere. Questo mi... "ramifica":-) Spero di non tradire la vostra fiducia.
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24th of ottobre 2017 09:35 PM Link
“Testo”, da una parola latina che vuol dire tessuto. Bello no? Il testo tesse una trama che lega lo scrittore al destinatario. Mi piace pensare che quando scrivo sono come una tessitrice. Il testo rappresenta la battaglia dell’uomo con il tempo. Non esiste un testo immobile. Nel momento in cui leggi, questo testo è già tuo, ed è diverso da come io l’avevo pensato. Però ci lega, tesse un rapporto tra noi. Se dovessi fare una pubblicità la farei così. Perché leggere ci rende migliori no?
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17th of ottobre 2017 08:41 PM Link
... perché i libri ci rendono migliori... anche quelli brutti.
9th of ottobre 2017 10:33 AM Link
Ciao a tutti. Spesso ci diciamo che qualcosa dovrebbe cambiare, ma non sappiamo cosa fare, da dove cominciare. Allora proviamo, da questo Natale, a non entrare in un centro commerciale per fare regali, ma regaliamo cultura, regaliamo un libro, un biglietto per una mostra, per un concerto, oppure regaliamo tempo alle persone. Se volete 🙂 anche un Cd davvero insolito con un libretto di 20 pagine con riflessioni su parole della spiritualità e 16 brani. Un disco per cristiani ma anche non credenti. Se potete, aiutate l'indipendenza di pensiero. Ognuno di noi è importante, tutti insieme facciamo una forza, possiamo lentamente produrre un cambiamento. Grazie per aver avuto la pazienza di leggere. A presto
9th of settembre 2017 01:24 PM Link
Il valore degli sconfitti-Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti... a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. (Da Dialoghi con Pasolini, settimanale Vie Nuove, n. 42, 28 ottobre 1961).
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17th of agosto 2017 10:07 PM Link
E ringrazio il mio diploma in pianoforte che mi ha permesso negli anni di avere un bellissimo lavoro nei conservatori a fianco della mia carriera da solista. Mi ha permesso di non essere ostaggio totale dei meccanismi della televisione, delle case discografiche (ormai residuali), delle radio e di tutto l’apparato circense che gira intorno alla musica. Senza alcuno snobismo credo che dipendere totalmente da questo è come svendere la sacralità della vita a un illusionista esperto in vestiti di pillettes. E’ vero che il danaro dà la possibilità di essere liberi, ma è anche vero che spesso tale libertà non è reale ma vincolata a compromessi pesanti. Credo negli anni di aver difeso e curato come meglio potevo questa possibilità: di poter dire, fare e scrivere quello in cui davvero credo.-Foto Diego Landi
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29th of luglio 2017 08:03 PM Link
Se sono arrivata a 7000 "Mi piace" lo devo a voi. Non mi interessa comprare consensi, preferisco "poco" ma "vero". Grazie di cuore a tutti gli amici nuovi e a tutte le persone con cui ho rapporti da tanto tempo... colleghi di lavoro, amici, allievi, produttori, giornalisti, musicisti o semplicemente persone che non amano l'omologazione e apprezzano la diversità. Siamo in tanti, anche se non sembra. Possiamo fare molto insieme. Vi stringo in un abbraccio virtuale ma sentito e se volete scrivetemi, fatemi capire come la pensate, anche nel mio profilo personale se volete. A me aiutano molto i vostri consigli, le dritte, le opinioni diverse, tutto mi aiuta a crescere. Buona estate😘