L’uomo che cammina

Parigi/Kaballà – Parigi

Cammina senza sosta
modificando il paesaggio.
Cammina senza sosta
a capo scoperto,
l’ingiuria e il vento,
ma non rallenta il passo.

Il suono della voce
cambierà le circostanze,
la forma delle ombre.
La polvere dei sandali
lascia precise impronte,
Si parla ma di lui non si sa niente.

E’ l’uomo che cammina,
dice: “Amatevi”,
non dice: “Amatemi”.
Sempre andando
camminando sempre
unendo ciò che separa,
non si vende.
Sempre andando
camminando sempre
unendo ciò che separa;
“Non si vende”, dice.

Dopo il suo passaggio
la pietra si scompone eppure
sembra ricostruire.
Passando può sentire
un senso di abbandono,
anche lui ha bisogno di qualcuno.

Si muove a passo lento,
non dà la direzione
che molti hanno creduto di capire.
Risponde raramente,
potrebbe non sapere
quanto sia difficile ascoltare.

E’ l’uomo che cammina,
dice: “Amatevi”,
non dice: “Amatemi”.
Sempre andando
camminando sempre
unendo ciò che separa,
non si vende.
Sempre andando
camminando sempre
unendo ciò che separa;
“Non si vende”, dice.

L’amante al suo passaggio
riconsidera l’amore,
la donna nell’oltraggio
apre la porta per partire.
In segno di rispetto
il figlio lascia padre e madre
ma parte verso il sogno
dell’uomo che lavora
non al servizio del profitto.

E’ l’uomo che cammina,
dice: “Amatevi”,
non dice: “Amatemi”.
Sempre andando
camminando sempre
unendo ciò che separa,
non si vende.
Sempre andando
camminando sempre
unendo ciò che separa;
“Non si vende”, dice,
si regala.
E sulla strada nudo
è l’uomo che cammina,
l’amore non amato,
lo scandalo d’amore che non è capito.